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Consigli per affrontare gli atti di prepotenza nelle scuole

I ragazzi diventano ogni giorno sempre più sofisticati nell'utilizzo di internet e le ultime statistiche dimostrano anche che un ragazzo su cinque è stato vittima di una qualche forma di prepotenza informatica. Mano a mano che i pericoli provenienti da internet si sviluppano ed evolvono, le scuole e le associazioni dei genitori arrancano cercando di rendere il web un luogo sicuro.

Fortunatamente grazie anche agli sforzi delle organizzazioni anti-bullismo, gli enti governativi ed i fornitori dei servizi, un'ampia selezione di guide e risorse contro il bullismo è disponibile. Tuttavia, fintanto che la protezione degli account tramite password non sarà diffusa in tutte le scuole, la prepotenza informatica continuerà a farla franca.

I "bulli" sono intelligenti ed oramai conoscono bene come usare la tecnologia. Loro sanno infatti che non devono lasciare tracce delle loro malefatte nella forma di registrazioni di account, telefonate, chat; queste infatti possono essere facilmente rilevate. I bulli conservano il loro anonimato utilizzando telefoni, account e password di altri ragazzi che vengono per l'appunto costretti a rilevare le loro password ed i loro codici di accesso oppure, molto spesso, sono solo vittime inconsapevoli di bulli che rubano loro i codici di accesso ai vari servizi.

Da questo punto di vista, le normali regole per la memorizzazione delle password utili nelle aziende sono completamente inutili nelle scuole. Le normali regole consigliate negli ambiti professionali infatti puntano a proteggere le password da sistemi informatici automatici a "dizionario" od a "forza bruta" (ovvero algoritmi che tentano di indovinare una password tentando varie password costruite a caso); nelle scuole invece la password deve essere protetta da altri studenti.

Per aiutare gli insegnanti che si occupano dell'IT senza necessariamente compromettere le loro lezioni, SmoothWall consiglia per gli studenti e per le scuole di utilizzare delle password brevi e facilmente memorizzabili; questi criteri, benchè in netto contrasto con le normali regole per la gestione delle password, meglio si adattano al campo scolastico.

Tom Newton spiega: "Liddove un hacker professionista può spendere mesi alla ricerca della password di un amministratore delegato di un'azienda, gli studenti sono invece per lo più soggetti ad attacchi rapidi e prevedibili quali ad esempio la modifica dei dati personali su facebook. Chiedergli di modificare le loro password ogni 30 giorni è inefficacie ed inutilmente complicato".

Gli amministratori di reti scolastiche hanno delle importanti responsabilità che non solo riguardano la protezione e la sicurezza della rete scolastica ma anche quella di educare gli studenti a proteggersi da soli ed ad affrontare al meglio i persicoli provenienti da internet.

NOTA BENE: benchè questo articolo sia specifico per le scuole britanniche, i consigli contenuti in questo articolo sono di carattere sufficientemente generale da poter essere applicati in qualsiasi scuola del globo.

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